Da un punto di vista tecnico si può notare nel grafico sottostante che il Transportation Index ha rotto la sua resistenza sulla neckline, dopo aver formato una configurazione testa e spalle invertita.

Spunti positivi per la settimana sono arrivati grazie ai dati sulla fiducia dei consumatori. Venerdì, l’indice Reuters/Università del Michigan preliminare sulla fiducia dei consumatori ha raggiunto questo mese il 70,2 dal 65,7 di agosto. Le previsioni parlavano di un indice a 67,5 punti quindi era atteso un incremento di soli 1,8 punti rispetto al dato precedente.
Inoltre il WSJ ha accelerato il rialzo dei mercati grazie alla pubblicazione di un report ottimista. Secondo un recente sondaggio è emerso che gli economisti danno un alto punteggio al governo statunitense in merito a come quest’ultimo ha gestito la crisi finanziaria evitando che la situazione diventasse molto peggiore. In base ai risultati, la maggior parte degli economisti è convinta che la disoccupazione raggiungerà il suo massimo al 10,2% nel 2010, prima di invertire la tendenza ed iniziare la ripresa. Questa notizia ha dato agli investitori la speranza che il tasso di disoccupazione statunitense potrebbe essere vicino al suo livello massimo.
Come è correlato il dollaro con il mercato azionario statunitense?
Recenti statistiche hanno mostrato che la correlazione fra dollaro e mercato azionario è stata calcolata superiore al 90%. Ciò significa che quando il dollaro scende i mercati azionari negli US salgono. Il dollaro ha continuato la sua discesa questa settimana, toccando i minimi del 2009 nei confronti delle sue principali controparti. L’indice del Dollaro è sceso al livello più basso dell’anno facendo segnare una flessione del 3% a 76,68 punti. L’indice ha rotto il supporto settimanale e si ipotizza andrà a testare il range creato nell’estate 2008 tra i 71 e i 74 punti.

Il dollaro è rimasto questa settimana sulla difensiva contro l’Euro, lo Yen e il Franco Svizzero. La coppia USD/JPY ha rotto il recente supporto a ¥92,00 e sta ora dirigendosi verso il suo minimo settimanale a ¥87.00. Dando un’occhiata al grafico sottostante si può osservare che ciò coincide con la price action di dicembre 2008 e febbraio 2009. È importante notare che il movimento è stato causato più da una debolezza del Dollaro che da un rafforzamento dello Yen. Sul fronte dei dati, il Giappone ha reso nota nel corso della settimana scorsa una serie di dati negativi tra cui un incremento lentissimo dell’attività di prestito creditizio negli ultimi otto mesi a causa del fatto che le società continuano a tagliare le spese. Inoltre il Pil ha mostrato un risultato deprimente pari allo 0,6% mentre il risultato precedente era stato pari allo 0,9%. Se il forte movimento della coppia USD/JPY potrà essere stato redditizio per alcuni investitori, il prezzo attuale dello Yen sta nuovamente causando problemi agli esportatori giapponesi e pesando sulla ripresa economica del Giappone.

La coppia EUR/USD ha rotto il range di 6 prezzi intorno al quale era scambiata negli ultimi 4 mesi. Tecnicamente il grafico appare ancora forte e potrebbe testare vecchi massimi intorno a $1.49. Nel corso della settimana questa coppia ha presentato configurazioni tecniche classiche consentendo agli operatori di cavalcare spesso l’onda. Con un tasso dell’1%, avendo la meglio su Sterlina, Dollaro e Yen, molti si aspettano che si verifichino ulteriori pattern di prezzo, alcuni dei quali potrebbero presentare eccellenti setup intraday. Osservando il seguente grafico a due ore, si può notare che i recenti pattern di prezzo hanno presentato interessanti rally intraday.

Durante la prossima settimana verranno rilasciati una serie di dati economici chiave:
Sul fronte dei dati, altre due banche cattureranno questa settimana l’attenzione rendendo note le loro decisioni sui tassi di interesse. Ci si attende che il Giappone lascerà il suo tasso ad un livello minimo pari allo 0,1%, mentre la Svizzera dovrebbe mantenere il suo tasso allo 0,25%. Le dichiarazioni di entrambe queste banche saranno tenute sotto stretta osservazione dagli operatori dal momento che le valute di entrambi questi due paesi sono utilizzate nei carry trade. Inoltre gli U.S. rilasceranno martedì i risultati sulle vendite al dettaglio e i prezzi alla produzione. Mercoledì sarà la volta dell’indice dei prezzi al consumo. A chiusura di settimana, gli U.S. renderanno noti molti dati tra cui il dato sulle costruzioni di nuove abitazioni, i Permessi di costruzione e l’indice FED di Philadelphia, un indice molto osservato dagli analisti.
(Orario Pubblicazione: 15:07)


