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26.05.2012 19:49 GMT
   
 
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Aggiornamento settimanale 26.10.09

Di   |  Analisi Tecnica  |  26.10.2009 08:15 GMT  |  Inserisci un Commento
 
‘Senza direzione’ è il modo più appropriato per descrivere l’andamento dei mercati azionari nel corso della settimana scorsa, visto che i principali indici hanno rimbalzato avanti e indietro in una settimana di negoziazione caratterizzata da forte instabilità. La maggior parte degli investitori azionari sono rimasti spiazzati dalle oscillazioni della settimana, dal momento che i mercati hanno puntato prima verso l’alto per poi ripiegare a fine settimana verso il basso. L’indice benchmark S&P 500 ha chiuso la settimana in flessione dello 0,75% ossia di 8,8 punti, mentre il Nasdaq ha chiuso  con una perdita dello 0,82%. Da un punto di vista tecnico, i principali indici azionari sembrano essersi posizionati in una forte resistenza, un livello che sta dando vita a un trading fortemente instabile.   


I titoli azionari negli US, in Europa e in Asia sono saliti lunedì dopo che la Banca del Giappone ha affermato che l’economia si è rafforzata in tutte e nove le regioni. La relazione della banca centrale è giunta proprio dopo che i policy maker avevano aggiornato al rialzo per la seconda volta le prospettive dell’economia. Nonostante le notizie positive, il mercato è rimasto sulla difensiva martedì e mercoledì dal momento che le notizie sulla debolezza economica hanno offuscato i risultati sugli utili in rialzo. Il dato sulla costruzione di case nuove negli US ha registrato un incremento dello 0,5% a settembre toccando un tasso destagionalizzato pari a 590.000 unità, risultato che dimostra come il mercato immobiliare si stia lentamente stabilizzando grazie ai prezzi bassi e ai crediti d’imposta governativi. Inoltre, il Labor Department ha reso noto che i prezzi all’ingrosso per i beni finiti sono diminuiti dello 0,6% a settembre, mentre l’indice “Core” che non tiene conto delle componenti cibo ed energia, è diminuito dello 0,1%, segno che, nonostante l’attuale ripresa, i produttori  hanno ancora poco margine per alzare i prezzi.  È necessario sottolineare che i dati sulle costruzioni sono risultati peggiori delle attese e l’indice dei prezzi alla produzione ha sollevato durante la settimana di negoziazione timori di deflazione.

I mercati si sono ristabilizzati giovedì dopo la pubblicazione dei forti utili registrati da Caterpillar  che hanno spinto al rialzo gli indici. Inoltre il Beige Book, reso noto giovedì, ha agevolato a rafforzare la fiducia dal momento che il report ha mostrato una situazione economica in ripresa. Nonostante ciò, l’andamento dei consumi privati ha mostrato segnali di debolezza nella maggior parte degli US nel periodo di fine estate e inizio autunno, facendo presagire prospettive negative per la crescita economica per il resto del 2009. Nel report pubblicato mercoledì la Fed ha reso noto che i suoi 12 distretti hanno mostrato segnali sia di stabilizzazione che di modesto miglioramento rispetto ai livelli di depressione in cui versano molti comparti dell’economia. Inoltre, le relazioni sugli utili dell’attività economica hanno in generale superato i risultati negativi, anche se ogni riferimento a situazioni in miglioramento veniva considerato di modesta entità o sporadico.  

Il mercato ha indietreggiato venerdì, nonostante la pubblicazione dei dati positivi sulle vendite di case esistenti negli US. La rivendita di case ha registrato un aumento del 9,4% toccando il tasso annuo di 5,57 milioni dai 5,09 milioni di agosto. Le stime degli analisti erano di un incremento delle vendite a settembre pari al 5,5%, ad un tasso di 5,38 milioni. Il livello di 5,57 milioni è al momento il più alto dai 5,73 milioni registrati a luglio 2007.

Anche i dati pubblicati a livello mondiale hanno avuto il loro effetto sulla settimana, mostrando segnali di lenta ripresa.  Un colpo per il mercato del Regno Unito è arrivato sotto forma di un dato sul PIL estremamente debole. L’economia inglese ha mostrato un record di 6 trimestri consecutivi di calo tra luglio e settembre, disorientando così le aspettative degli analisti secondo i quali la recessione più profonda era ormai arrivata alla fine. Nella sua previsione preliminare, venerdì, l’Ufficio Nazionale di Statistica ha reso noto che la produzione è diminuita dello 0,4% nel terzo trimestre rispetto al dato precedente e del 5,2%  rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli economisti si aspettavano che il Regno Unito crescesse dello 0,1% nel terzo trimestre, un dato che avrebbe rappresentato il primo risultato positivo su tre mesi dall’inizio del 2008.


Ferme le coppie di valute durante la settimana

Il mercato valutario, così come quello azionario, ha toccato un forte livello di resistenza nel corso della settimana scorsa, dal momento che una settimana caratterizzata da segnali contrastanti ha fatto sentire i suoi effetti sulle attività negoziabili. Nonostante le notizie positive sui fondamentali la coppia EUR/USD non è riuscita a sfondare la zona intorno a $1,50. Come mostra il grafico sottostante, la coppia EUR/USD è al momento scambiata intorno alla resistenza principale.



L’economia dell’area euro è cresciuta in ottobre al tasso più elevato dalla fine del 2007, secondo un’indagine pubblicata venerdì sui direttori degli acquisti del settore manifatturiero e i fornitori di servizi. Secondo Markit Economics l’Indice degli Acquirenti - che fornisce indicazioni sulle attività del settore privato - è salito a 53 in ottobre da 51,1 registrato a settembre. È necessario ricordare che un risultato dell’indice al di sopra di 50 è segno di una fase di espansione. Il risultato reso noto nel corso della settimana scorsa rappresenta il terzo dato mensile nel quale il PMI conferma la crescita dell’attività del settore privato ed è stato il dato migliore da dicembre 2007.

 Passando a GBP/USD, questa coppia ha guadagnato terreno a metà settimana, dal momento che il Dollaro ha registrato ulteriori flessioni. I prezzi delle abitazioni nel Regno Unito hanno continuato a mostrare segnali di rafforzamento con Rightmove che ha fatto segnare ancora altri guadagni in ottobre. Nel Regno Unito, i prezzi sono saliti del 2,8% dallo scorso mese, il settimo aumento in nove mesi. La sessione di venerdì è quella che ha registrato i maggiori movimenti, dopo che il risultato sul PIL nel Regno Unito ha mostrato una flessione dello 0,4% su base trimestrale. Ne ha risentito la sterlina che ha cancellato tutti i suoi precedenti guadagni.



Il verbale della riunione del 6 ottobre della Reserve Bank australiana ha enfatizzato la prospettiva di ulteriori rialzi dei tassi di interesse nei prossimi mesi. Il verbale ha descritto la precedente politica di tassi al 3% come “molto espansionistica” e  ”in qualche modo imprudente”, sottolineando l’idea che la banca centrale ha in programmazione una politica di rialzi dei tassi. Il verbale ha sottolineato che sebbene si preveda una diminuzione dell’inflazione durante il prossimo anno, il “punto di minimo”  è significativamente più alto delle attese della banca. I policy maker hanno accolto positivamente il rafforzamento della valuta per i possibili effetti di contenimento dell’inflazione. Questa notizia ha contribuito ad influenzare il trend rialzista della coppia AUD/USD.



La prossima settimana

Nel corso della prossima settimana gli operatori del mercato terranno sotto stretta osservazione diversi indicatori economici. Lunedì sarà reso noto l’indice PPI australiano, seguito martedì dall’indice sulla Fiducia dei Consumatori negli US e dal dato sul Commercio al Dettaglio in Giappone. Mercoledì sarà la volta dei Beni Durevoli e della Vendita di Case Nuove negli US. Sarà cura degli operatori finanziari verificare se il risultato della Vendita di Case Nuove uguagli il miglioramento registrato dal dato sulle Vendite di Case Esistenti, rilasciato venerdì. Giovedì negli US sarà pubblicato il dato sulla GDO, che sarà seguito dall’IFO nell’EMU e venerdì dal risultato sui Prezzi delle Case nel Regno Unito.
 
(Orario Pubblicazione: 09:16 AM)

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