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26.05.2012 15:10 GMT
   
 
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Paesi industrializzati: Francia

Di   |  Previsioni del Mercato  |  22.09.2009 07:44 GMT  |  Inserisci un Commento
 
La Francia si è sempre posta i n contrapposizione rispetto agli Stati Uniti, enfatizzando i pregi del “modello economico francese”, che consistono in una rete di supporto (welfare) molto forte per i cittadini del Paese, nella pianificazione di lungo termine dell’economia, soprattutto attraverso la costruzione di infrastrutture, e nella presenza di authority con ampi poteri che controllano l’attività economica. Sebbene questo modello abbia suscitato critiche da più parti durante gli anni del boom economico mondiale, la crisi degli ultimi tempi sembra dare sempre più ragione alla filosofia che sostiene questo sistema. È sufficiente pensare al salvataggio delle banche e delle importanti industrie nel Regno Unito e negli USA, o ai programmi di incentivo che hanno promosso gli investimenti in infrastrutture, per osservarne le tracce nelle ultime tendenze del mondo anglo-sassone. L a maggiore s tabilità fornita da questo modello è riscontrabile anche nell’andamento economico del Paese nel 2009. Secondo gli ultimi dati del FMI, l’economia dovrebbe subire nell’anno in corso una contrazione del Pil pari al 3%, una previsione che regge bene il confronto con il Regno Unito (-4,2%) o la Germania (- 6,2%). Il costo del piano di incentivi varato dal governo francese (26 miliardi di Euro) dovrebbe ripercuotersi in un deficit fiscale pari al 6,2% del Pil; un risultato nettamente migliore rispetto al Regno Unito (9,8%) o agli USA (13,6%). Sicuramente il modello non è esente da difetti, ha contribuito, ad esempio, al mantenimento di un tasso di disoccupazione che non scende sotto l’8% nemmeno negli anni di congiuntura favorevole, ma at tualmente sembra proprio che ci si trovi di fronte al periodo di maggior lustro. Il Presidente Sarkozy sta approfittando del momento per cercare di imporre nuove regole sui bonus ai manager in sede di G-20; determinato a raggiungere un accordo che non penalizzi la Francia, con il rischio di innescare l’esodo all’estero dei talenti, se riuscisse in questo intento potrebbe determinare il parziale cambiamento delle regole del capitalismo nell’epoca post-crisi. Come risulta evidente dal grafico riportato, il mercato azionario francese, rappresentato dall’indice CAC 40, ha risentito pienamente della crisi iniziata nel 2007, quando l’indice ha segnato i massimi intorno a 6.125. Il trend ribassista, che ha toccato il fondo nel marzo scorso, ha generato una perdita di quasi il 60%, considerando il minimo di periodo intorno a 2.534. Il rialzo che si è sviluppato successivamente è riuscito a rompere la trendline negativa presente da quasi due anni, fornendo un chiarissimo segnale della forza del mercato di questi ultimi mesi. La composizione dell’indice CAC 40 presenta una forte esposizione ad alcuni dei settori più colpiti negli ultimi due anni: il settore bancario (15% circa; con Credit Agricole, BNP Paribas, Société Generale), l’industria automobilistica (2,5% circa; con Renault, Peugeot, Michelin), il comparto energetico (22% circa; con Total, GDF Suez, EDF) e i beni di lusso (5% circa; con LVMH, L’Oreal). Il peso maggiore nell’indice (superiore al 13%) è riservato a Total, la quinta maggiore società petrolifera quotata al Mondo, con operazioni in oltre 130 paesi. Produce l’equivalente di 2,3 milioni di barili di petrolio al giorno (2,7% della produzione mondiale) e ha riserve provate pari a 10,5 miliardi di barili (più di 12 anni di produzione al tasso attuale d’estrazione). È anche tra le società che ha implicitamente accettato le sfide per l’industria nell’epoca del dopo picco1, presentando una visione lungimirante che dovrebbe dare i suoi frutti nei prossimi decenni. Tra i componenti importanti che si possono ritenere “difensivi”, si affaccia France Télécom, ancora partecipata dallo stato francese con il 27% del capitale azionario. Sebbene i risultati del primo semestre 2009 abbiano indicato un calo dei ricavi pari allo 0,50% (25,46 miliardi di Euro) e dell’utile netto pari al 4,3% (2,56 miliardi di Euro), il flusso di cassa costantemente positivo per l’intero anno dovrebbe raggiungere l’obiettivo del management stabilito in 8 miliardi di Euro.
 


(Orario Pubblicazione: 03:00 PM)

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