Analizzando l’indice statunitense S&P500, secondo me il vero “Faro” dei mercati occidentali anche se il più famoso e osservato risulta essere il Dow Jones, possiamo notare questa Onda 5 in formazione con chiusura settimanale del Venerdì scorso a quota 735 circa coincidente con il massimo dell’onda 3 a quota 741 circa del 21 Novembre 2008 mi viene in mente “Il Troncamento” ovvero Elliott amava definire questa formazione il fallimento del prosieguo dell’onda 5 perché molte volte quando nel ciclo base delle onde di impulso si assiste ad un’onda 3 lunga e definita può esaurire il ciclo base con un onda 5 detta appunto “troncamento”.
Grazie a questa indicazione un operatore esperto con posizione aperta short sul Future dell’indice può coprire la stessa acquistando un’opzione call sullo stesso indice o meglio ancora un contratto CFDs in modo che, se la lettura del grafico fosse corretta non perda del guadagno accumulato con la posizione primaria short sul Future ma soprattutto nel caso questa lettura non risulterebbe corretta allora in primis non perda in caso di semplice rimbalzo guadagnando comunque con la call o CFDs e nell’eventualità (dopo il rimbalzo) di continuazione dell’onda 5 rimarrebbe con la posizione primaria short sull’indice senza essere costretto a chiudere con largo anticipo una posizione corretta.
Con questo non voglio dire in assoluto che siamo in presenza di “Troncamento” ma come è possibile in una fase incerta coprirsi con altri strumenti finanziari che per fortuna oggi esistono e quindi affrontare il mercato ad armi pari con le cosiddette mani forti. In questo specifico caso è vero che si guadagnerebbe meno di una posizione netta ma è anche vero che non si rischia di perdere.
Pertanto è possibile che nella prossima ottava possa verificarsi un rimbalzo e solo dopo determinate quote si può prevedere che direzione possa prendere il mercato, quindi mai anticipare il mercato ma bisogna, ripeto per l’ennesima volta, seguirlo in quanto il mercato ha sempre ragione. Desidero ricordare che il mercato sconta tutto e per questo anticipa quasi sempre la situazione macro dell’economia dei vari paesi.
Concludo che solo il superamento di quota 950 di S&P500 si può pensare ad una possibile ed augurabile ripresa dei mercati azionari e se questo non dovrebbe avvenire, meglio che si segua la tendenza in atto che come tutti ormai ne hanno preso atto è fortemente ribassista.
Nel precedente articolo avevo scritto della possibilità che ci sarebbe stata qualche sessione con chiusura positiva di percentuale importante e che ciò si è verificato il 24 Febbraio con un 4% per lo S&P500, mentre per il nostro indice casalingo S&PMIB è stato il giorno 26 Febbraio con un 3% circa.
Nell’analisi fatta su quest’ultimo indice di riferimento S&PMIB nei miei precedenti articoli scrivevo il 21 Dicembre 2008 e riconfermando il tutto negli articoli del 12 Gennaio e 21 Gennaio 2009 che l’abbandono di quota 17000 avrebbe portata a quota 14000 e purtroppo oggi bisogna prenderne atto in quanto ci si trova a quota 15000 circa dove potremmo assistere ad un rimbalzo forte, viene da sé che un eventuale abbandono di 15000 il prossimo obiettivo potrebbe essere appunto area 14000 che egoisticamente me lo auguro ma spero che ciò non avvenga perché significherebbe un acutizzarsi della crisi globale.
Infine passando al mercato Forex ed in particolare sul cambio Eur/Usd faccio presente che nel collegamento telefonico con il bravissimo conduttore Giuseppe Di Vittorio del programma televisivo “Trading Room” del canale Class CNBC ho dato i livelli di posizione multiday centrando due obiettivi e posizione intraday centrando tutti i quattro obiettivi.
Per la prossima ottava monitorerò i seguenti livelli: un superamento del valore di 1.2850 l’Euro si potrebbe apprezzare fino a 1.2905-1.2990-1.3035-1.3115 per contro un abbandono del valore di 1.2600 potrebbe portare ad un recupero del Dollaro fino a 1.2555-1.2525-1.2485-1.2440.
Staremo a vedere. Un “In Bocca Al Lupo a Tutti!!!”.
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