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23.05.2012 07:39 GMT
   
 
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Previsione, timing, money management: le chiavi del successo

Di   |  Trading Generale  |  05.07.2009 13:59 GMT  |  Inserisci un Commento
 
Il testo riportato sotto è un riassunto del capitolo 16 del libro Technical Analysis of the Financial Markets di John J. Murphy.

Per avere successo nel trading bisogna comprendere a fondo e far propri tre principi fondamentali.

Il concetto di previsione può spaziare dalla capacità di prevedere l’esatto movimento in termini di prezzo, tempo ed estensione, oppure si può ridurre alla semplice indicazione di una tendenza al rialzo o al ribasso. Il concetto di previsione si basa essenzialmente sull’analisi fondamentale, per passare attraverso le onde di Elliott, Fibonacci e Gann, che si ritengono essere metodologie tecniche utili. Le strategie di previsione indicano principalmente su “cosa” operare.

Per quanto riguarda il timing d’ingresso e uscita delle posizioni, si utilizzano quasi esclusivamente i metodi dell’analisi tecnica che forniscono infatti segnali precisi di ingresso e uscita. Il timing quindi permette di stabilire “quando” operare.

Il terzo principio è relativo al money management, ovvero alle strategia per decidere l’allocazione del capitale. Un trader che volesse raggiungere il successo nel lungo termine, deve imparare a utilizzare una corretta strategia di money management per sfruttare correttamente le reali probabilità che esistono sui mercati e preservare in ogni caso il capitale di cui dispone per poter sopravvivere abbastanza lungo da avere successo. Le strategie di money management permettono quindi di stabilire l’entità di denaro con cui operare.

Il money management comprende realtà diverse, sfaccettature tra le quali la composizione del portafoglio, la diversificazione, le strategie per stabilire con quanti soldi aprire una posizione su ciascun mercato/strumento, l’utilizzo degli stop, il rapporto rischio/rendimento, che cosa fare dopo una serie di operazioni o periodo di successo o insuccesso e con quanta aggressività operare.

La gestione di portafoglio è un argomento piuttosto complicato nel quale vengono impiegate tecniche statistiche avanzate come il market profile e le tecniche di gestione del rischio utilizzate nella teoria di portafoglio. Esistono diversi libri specialistici su questi argomenti, anche se qui ho voluto riportare soltanto alcune linee guida tra le più utilizzate dai trader che lavorano sui mercati future, sia in modo integrale che leggermente modificate.

Non investire più del 50% del capitale di cui si dispone per il trading in operazioni speculative. Il capitale può essere depositato per metà in T-bills mentre l’altra metà può essere lasciata liquida per far fronte a eventuali margin call, oppure come cuscinetto di sicurezza nel caso si dovessero affrontare situazioni particolarmente difficili di mercato (catastrofi).

L’esposizione complessiva su ogni singolo mercato/strumento dovrebbe essere limitata a una percentuale compresa tra il 10% e il 15% del capitale totale di cui si dispone. Con un capitale di 100.000 dollari bisognerebbe depositare un margine di non più di 15.000 dollari presso un broker con cui si decide di fare trading speculativo.

La percentuale di rischio a cui ci si espone in ogni singola operazione, su ogni singolo strumento dovrebbe essere limitata a un massimo del 5% del capitale totale di cui si dispone. Questo 5% rappresenta la perdita massima totale che si decide di accettare e quindi lo stop dovrebbe essere posizionato in modo da rispettare questa condizione.

La percentuale totale che si investe in ogni singolo settore di mercato dovrebbe essere limitata a un massimo del 20-25% del capitale totale di cui si dispone. Diversi metalli preziosi spesso si muovono insieme in modo coordinato e quindi non costituiscono strumenti che permettono una buona diversificazione tra loro, su cui investire il capitale.

La diversificazione è un aspetto estremamente importante anche se non bisogna abusarne. È fin troppo semplice prendere posizione sul numero eccessivo di strumenti finanziari riducendo così l’attenzione che si può portare su ciascuno di essi e aumentando di conseguenza la probabilità di subire delle perdite. Minore è la correlazione all’interno dei diversi strumenti presenti in portafoglio e più elevata è la diversificazione. Molte valute quotate contro il dollaro sono spesso estremamente correlate e quindi non costituiscono tra loro una diversificazione efficiente.

È come sempre molto importante utilizzare lo stop di protezione. La decisione in merito al livello preciso su cui posizionare lo stop è sempre difficile e richiede una grande esperienza. Uno stop troppo stretto si traduce in un aumento del numero di operazioni chiuse in perdita, anche in condizioni di bassa volatilità, mentre uno stop troppo ampio significa subire sicuramente meno perdite ma più consistenti. È quindi indispensabile trovare un compromesso tra queste due situazioni estreme.

Molto spesso si cerca di stimare il rapporto rischio/rendimento prima di aprire la posizione. I migliori trader che lavorano sui mercati future riescono a guadagnare soldi soltanto nel 40% delle loro operazioni. Risulta pertanto indispensabile avere un guadagno significativamente superiore nelle operazioni positive in grado di compensare le perdite che sono in numero decisamente superiore. Risulta estremamente importante stabilire un obiettivo di prezzo ragionevole che sia almeno tre volte superiore rispetto la massima perdita che si è disposti a subire (3:1, rendimento: rischio). Il movimento positivo che si sta cercando di sfruttare deve avere un’ampiezza potenziale tale da rispettare l’obiettivo di prezzo stabilito a priori, altrimenti si rinuncia ad aprire la posizione. Nel momento in cui la posizione viene aperta, la si lascia sviluppare fino al raggiungimento dell’obiettivo di profitto oppure la si chiude con la perdita massima stabilita a priori.

Se un trend registra una battuta d’arresto e gli indicatori tecnici rivelano una situazione di ipercomprato (o ipervenduto) è difficile stabilire cosa fare. I trader che lavorano sui mercati future solitamente lavorano con posizioni costituite da più contratti. Il numero di contratti complessivo viene solitamente suddiviso in due gruppi, di cui una parte investita con l’intento di sfruttare il trend, mentre una seconda con l’obiettivo di gestire le fasi laterali. La parte di posizione dedicata allo sfruttamento del trend viene tenuta aperta il più a lungo possibile a meno che venga chiusa in perdita sullo stop che solitamente è abbastanza ampio. La parte di posizione invece dedicata allo sfruttamento delle eventuali fasi laterali prevede l’utilizzo di stop molto più stretti. Se il mercato si muove in direzione contraria al trend in modo significativo, vengono chiuse entrambe le posizioni e in certi casi ribaltate, incassando una parte dei profitti. Se invece il trend continua nella direzione auspicata, la parte di posizione in profitto continua a crescere, mentre la parte dedicata a gestire la fase laterale viene liquidata. L’utilizzo di una posizione costituita da più contratti garantisce una miglior flessibilità operativa e solitamente le strategie basate su una posizione di questo tipo consentono di migliorare significativamente l’entità dei profitti realizzati.

Cosa fare dopo una sequenza di operazioni in guadagno oppure in perdita? Dopo aver perso il 50% del proprio capitale, si decide di cambiare stile operativo? A questo punto per portarsi in pareggio bisogna ottenere una performance del 100%, ovvero raddoppiare il capitale di cui si dispone. Si decide allora di operare in modo leggermente più prudente, anche se questo probabilmente rende più difficile l’obiettivo di recuperare i soldi persi? Questo è il vecchio dilemma di tutti i giocatori d’azzardo.

La situazione è sicuramente più interessante se di fatto siamo già stati capaci di raddoppiare il nostro capitale. In questo caso si decide di investire tutto il capitale di cui si dispone attualmente sapendo che in questo modo si rischia di perdere il doppio?

Il momento peggiore per decidere di incrementare la posizione con cui si lavora e quindi l’esposizione al rischio è proprio dopo una serie di operazioni positive. Questa situazione è identica a quella che ci si trova davanti quando si cerca di aprire una posizione in acquisto in un mercato ipercomprato, durante un uptrend positivo. Una strategia più efficace è sicuramente quella di incrementare le proprie posizioni dopo una fase negativa, ovvero dopo un ritracciamento nella propria equity line, anche se questo risulta contrario all’atteggiamento istintivo di chiunque. In questo modo però si avrebbero maggiori probabilità di aumentare la propria esposizione attorno a un minimo della curva di crescita del nostro capitale anziché su un massimo.

Riportiamo sotto una lista di 20 linee guida identificate da Murphy, che riassumono gli elementi essenziali delle strategie di trading e di money management più efficaci.

Operare nella direzione del trend principale.
In un trend positivo, comprare dopo un ritracciamento, in un trend negativo vendere dopo un rimbalzo
Lasciar correre i guadagni, tagliare le perdite
Utilizzare sempre uno stop di protezione per limitare le perdite.
Operare solo in funzione di una strategia ben costruita e non sull’istinto o su un impulso emotivo. È indispensabile rimuovere l’emotività dalla propria operatività.
Pianificare l’operazione e operare rispettando il piano.
Applicare una corretta strategia di money management.
Diversificare con intelligenza.
Utilizzare un rapporto rendimento/rischio di almeno 3:1.
Se si decide applicare una strategia piramidale, ogni incremento successivo deve essere di entità inferiore a quello precedente. Incrementare soltanto posizioni che sono già in guadagno e non investire mai denaro fresco in posizioni in perdita (non mediare mai al ribasso). Sollevare lo stop in pareggio nel momento in cui la posizione ha registrato un guadagno di una certa entità.
È meglio chiudere una posizione in perdita che riceve una margin call.
Chiudere prima una posizione in perdita piuttosto che una in guadagno.
A parte il day trading, è sempre meglio prendere le decisioni operative stando lontano dai monitor e dai mercati, preferibilmente a mercati chiusi.
Lavorare sempre partendo da una prospettiva di lungo termine e scendere poi verso quella di breve termine.
Utilizzare grafici intraday per affinare in modo preciso i livelli d’ingresso e di uscita.
È sempre meglio simulare l’operatività intraday prima di affrontarla con soldi veri in tempo reale.
In questo settore è meglio ignorare la saggezza popolare senza prendere i suggerimenti dei media troppo seriamente.
Sentirsi a proprio agio pur essendo in minoranza, chi ha ragione solitamente si troverà in disaccordo con la maggior parte degli altri.
L’analisi tecnica è un’arte che migliora con l’esperienza e lo studio.
Utilizzare strategie semplici. Le strategie più complicate non sono necessariamente migliori.

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