ForexالبورصةBourseBolsa股市AktienFinansФорексFXFinançasGiełdaΧρηματιστήριοBeursBörsPörssi금융
23.05.2012 07:37 GMT
   
 
  Milano   New York   Londra 
   
 

La teoria dei castelli in aria

Di   |  Trading Generale  |  19.07.2009 12:05 GMT  |  Inserisci un Commento
 
La teoria dell’investimento dei castelli in aria si basa su presupposti di natura psicologica. Fu lo stesso John Maynard Keynes, il famoso economista che fu anche investitore di successo, a enunciare la teoria con la massima chiarezza fin dal 1936. Egli riteneva che gli investitori professionisti preferissero dedicare le proprie energie non tanto a stimare i valori intrinseci, quanto piuttosto ad analizzare il probabile comportamento futuro della massa degli investitori, ponendo speciale attenzione al fatto che questi ultimi, nei periodi di euforia, tendono a costruire castelli in aria sulla base delle proprie speranze. L’investitore di successo cerca di agire in anticipo, valutando quali situazioni di investimento siano suscettibili di stimolare la costuzione di castelli in aria da parte del grande pubblico e poi acquistando in anticipo rispetto alla massa degli investitori. Secondo Keynes, la teoria dei fondamentali richiede un impegno troppo gravoso ed è di dubbia validità. Il grande economista applicò personalmente quanto andava predicando e, mentre gli esperti finanziari di Londra tribolavano per lunghe ore di dura fatica nei loro uffici affollati, egli giocava in Borsa mezz’ora ogni mattina restando tranquillamente sdraiato nel letto. Il comodo metodo d’investimento che aveva inventato fece affluire sul suo conto molti milioni di sterline e portò a decuplicare il valore di mercato delle dotazioni del suo istituto, il King’s College di Cambridge. Negli anni della depressione, durante i quali Keynes acquistò fama mondiale, furono in molti a prestare attenzione alle sue idee relative ai metodi per stimolare l’economia di quegli anni, chiunque avrebbe trovato difficile costruire castelli in aria o anche solo sperare che qualcun altro lo facesse. Ciò nonostante, nel suo libro ” Teotia generale dell’occupazione, Dell’interesse e della moneta ” Keynes dedicò un intero capitolo al mercato finanziario e al ruolo cruciale svoltovi dalle aspettative degli investitori. sul tema delle azioni, sottolineò che nessuno può sapere con certezza quali fattori potranno influire sulle prospettive future dei profitti e sui dividendi che saranno messi in pagamento. Di conseguenza, affermò Keynes, la maggior parte delle persone sono “fortemente interessate non tanto a migliorare le proprie capacità previsionali a lungo termine, quanto piuttosto a cercare di prevedere in anticipo come cambieranno i criteri generali di valutazione della massa degli investitori”. In altre parole, Keynes nello studio del mercato azionario privilegiò l’applicazione dei principi della pscicologia rispetto a quelli più propri della valutazione finanziaria. Egli aggiunse: “Non è sensato pagare 25 per un investimento del quale si sia convinti che il rendimento prospettico giustifichi un valore di 30 qualora si ritenga anche che il mercato lo valuterà 20 nel giro di tre mesi”.Keynes fu capace di descrivere i giochi speculativi che avvengono nel mercato dei titoli in termini immediatamente comprensibili ai suoi compatrioti inglesi: per lui era un po’ come se di dovesse partecipare a un concorso di bellezza lanciato da qualche rivista per selezionare, tra cento ritratti, i sei volti più attraenti, in cui il primo premio fosse assegnato al concorrente capace di indovinare la scelta del gruppo complessivo dei partecipanti. Il giocatore intelligente capisce al volo che, per aggiudicarsi il premio,i propri canoni di bellezza sono irrrilevanti. Una strategia decisamente più efficace è quella di scegliere i volti che probabilmente risulteranno graditi alla maggior parte degli altri partecipanti. Questa logica tende a propagarsi a catena, perchè, in fin dei conti, è probabile che anche gli altri concorrenti affrontino la gara sviluppando ragionamenti analoghi. Perciò la strategia ottimale non è quella di scegliere i volti che il giocatore ritiene più affascinanti, e neppure quelli che gli altri probabilmente gradiranno, bensì quella di cercare di prevedere quale sarà la valutazione media sulla più probabile opinione media. E su questa strada si potrebbe procedere ancora oltre, ma preferiamo fermarci a questo punto. L’analogia con il concorso di bellezza rappresenta la forma compiuta della teoria dei castelli in aria per la determinazione dei prezzi. Un investimento vale un determinato prezzo per un certo compratore perché costui prevede di poterlo vendere a qualcun altro a un prezzo superiore. In altre parole, l’investimento si auto sostiene il nuovo compratore a suo volta prevede che altri futuri compratori assegneranno all’investimento un valore ancora maggiore. Date queste premesse, si suppone che nasca continuamente qualche ingenuo che viene al mondo solo per acquistare i vostri investimenti a un prezzo più alto di quello pagato da voi. Da questo punto di vista la spesa da voi effettivamente sostenuta non è importante: qualunque prezzo è quello giusto, a patto che possiate trovare qualcun altro disposto ad accettarne uno più alto. In questo processo non c’è nulla di razionale, in quanto è una pura questione di psicologia di massa. L’investitore abile deve soltanto preoccuparsi di battere gli altri sul tempo,acquistando prima di loro. La teoria, con una punta di cinismo, potrebbe essere definita come la teoria del “più stupido”: è perfettamente appropriato pagare per un titolo un prezzo tre volte più alto del suo valore effettivo se poi è possibile scovare qualche ingenuo disposto a pagarlo cinque volte di più. La teoria dei castelli in aria incontra numerosi sostenitori sia nel mondo della finanza, sia nella comunità accademica. Il concorso di bellezza di Keynes è lo stesso esempio su cui gioca l’omonimo di Adam Smith nostro contemporaneo in “The Money Game”: sul problema della determinazione dei prezzi delle azioni il signor Smith espone infatti una teoria molto simile. Negli anni novanta, sul fronte accademico dei più importanti istituti economici e businnes school del mondo sviluppato, erano molto apprezzate le teorie del mercato mobiliare cosiddette “comportamentali”, che si rifacevano appunto ai principi della psicologia di massa. Ancor prima uno dei sostenitori più convinti di questo approccio fu Oskar Morgenstern: le sue opinioni, espresse in “La teoria dei giochi e del comportamento economico”, di cui fu coautore, ebbero un impatto significativo non solo sullo sviluppo delle teorie economiche, ma anche su decisioni relative alla sicurezza nazionale e alla pianificazione strategica aziendale. Nel 1970 scrisse, assieme con il collega Clive Granger, un altro libro, ” Predictability of Stock Market Prices”, in cui sosteneva che ricercare il valore intrinseco delle azioni equivalesse a voler afferrare un fuoco fatuo: in una economia di scambio il valore di ogni asset dipende dalle transazioni attuali e da quelle prospettiche. Morgenstern riteneva che tutti gli investitori dovrebbero tenere in bella mostra sulla scrivania la seguente massima latina: ” RES TANTUM VALET QUANTUM VENDI POTEST ( il valore di una cosa è il prezzo che qualcun altro è disposto a pagare per averla)”.

(Burton G. Malkiel – ”A random walk down Wall Street”)

Responsabilità: Fusion Media would like to remind you that the data contained in this website is not necessarily real-time nor accurate. All CFDs (stocks, indexes, futures) and Forex prices are not provided by exchanges but rather by market makers, and so prices may not be accurate and may differ from the actual market price, meaning prices are indicative and not appropriate for trading purposes. Therefore Fusion Media doesn`t bear any responsibility for any trading losses you might incur as a result of using this data .

Fusion Media or anyone involved with Fusion Media will not accept any liability for loss or damage as a result of reliance on the information including data, quotes, charts and buy/sell signals contained within this website. Please be fully informed regarding the risks and costs associated with trading the financial markets, it is one of the riskiest investment forms possible.

Inserisci un Commento

 
 
 
 

Riportato con successo

Grazie. Il tuo commento è in attesa di un moderatore.
_touchLoadingMsg
 
 
Indagine
Cosa desidera e spera di migliorare?
La mia piattaforma di trading
Il mio software di segnali
Le mie applicazioni grafiche