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23.05.2012 06:35 GMT
   
 
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Le Medie mobili adattive - prima parte

Di   |  Analisi Tecnica  |  10.08.2009 09:11 GMT  |  Inserisci un Commento
 



Le medie mobili rappresentano probabilmente l’indicatore di analisi tecnica più antico della storia. Esse costituiscono uno strumento prettamente statistico, che tuttavia viene utilizzato dai trader e dagli analisti in maniera, per così dire, antistatistica, cioè si sfrutta il ritardo delle medie stesse nel descrivere l’andamento del prezzo. Pertanto la regola di analisi tecnica dice che vi è un trend rialzista quando il prezzo sta al di sopra della media mobile e il trend è particolarmente forte quanto più è ampio il divario fra il prezzo alla media stessa. Ma ciò equivale a dire che il trend di borsa è tanto più forte quanto più l’indicatore statistico é in ritardo rispetto al valore che dovrebbe descrivere. Seguendo la stessa logica si può dire l’opposto a proposito di una tendenza ribassista. In quel momento, infatti, il prezzo sarà al di sotto della media mobile con un divario maggiore quanto maggiore è la forza del trend negativo. Laddove la media mobile inizia funzionare bene dal punto di vista statistico, ovvero si pone in mezzo ai prezzi (essendone la media) è proprio il momento in cui serve meno all’analisi tecnica, per lo meno ad un’analisi orientata al trading. Infatti, in quel
momento il trend è laterale, cioè non vi sono variazioni sostanziali di prezzo che non siano prontamente riassorbite. Il tutto può essere facilmente riscontrato nel grafico che segue e che rappresenta l’andamento del cambio Euro/Dolaro Le zone contrassegnate con una lettera “A” sono leggeri momenti di rialzo, in cui la media mobile rimane al di sotto dei prezzi e dunque non funziona benissimo dal punto di vista statistico. Allo stesso modo le zone contrassegnate con una lettera “B” rappresentano dei chiari ribassi, durante i quali la media mobile sta al di sopra del prezzo, mostrando anche in questo caso delle carenze descrittive dal punto di vista statistico. Laddove invece la media mobile funziona bene come descrittore del prezzo, ovvero nelle zone contrassegnate con “C” è proprio quando funziona male dal punto di vista del trading. Infatti in quei tratti essa viene continuamente scavalcata dal prezzo, all’insù ed all’in giù, dando segnali di apertura e di immediata chiusura di posizioni rialziste e ribassiste. In quei
tratti, in sostanza, ha media mobile fornisce falsi segnali e dunque fa perdere denaro. All’analista tecnico un’informazione di questo tipo è invece utile, poiché lo stazionamento della media mobile nel range di prezzo conferma che il trend è laterale. Ma poiché la maggior parte degli sforzi che si dedicano allo studio di nuovi strumenti di analisi tecnica è rivolto al trading più che alla semplice analisi, non deve stupire che si sia cercato di perfezionare la media mobile come strumento di trading.
Nascono così le medie mobili adattive, che vengono progettate per essere attraversate il meno possibile dai prezzi, anche quando la tendenza è laterale. Ve ne sono due che vanno per la maggiore, ma prima di descriverle vediamo esattamente che cos’è una media mobile adattiva.

Tutte o quasi tutte le medie mobili adattive sfruttano la proprietà delle medie mobili esponenziali di poter essere scomposte in maniera tale da rendere molto semplice il loro calcolo. Infatti, la generica e più rapida forma di calcolo di una media esponenziale è:   MMEt = aPt + (1- a) MMEt-1
Ovvero, la media di oggi è uguale ad una certa percentuale del prezzo di oggi sommato alla percentuale complementare (cioè la cui somma dia 100) della media esponenziale di ieri. È possibile, dal punto di vista matematico, calcolare una media mobile esponenziale esattamente equivalente alla corrispondente media mobile semplice, semplicemente ponendo a = (2/(n+1)), dove n è il numero di dati da cui è composta l’equivalente media mobile semplice. Per rendere adattiva una media mobile esponenziale è sufficiente legare l’andamento di a ad un parametro che riteniamo essere quello decisivo nell’esprimere o nel modificare le mutate condizioni di mercato. Il parametro classico scelto da quasi tutti gli ideatori di medie mobili adattive è la volatilità. Infatti è proprio questa la grandezza che meglio misura la tendenza dei prezzi a fornire falsi segnali, cioè a colpire “indebitamente” la media mobile, come mostriamo nel grafico seguente.



Nel caso a la volatilità è alta in rapporto all’andamento della media e dunque quest’ultima non viene toccata dai prezzi durante l’accelerazione della tendenza al rialzo. Quella che abbiamo raffigurato, pertanto, è una media con una velocità idonea a segnalare la persistenza del trend. Nel caso b, invece, la volatilità del prezzo è troppo bassa in rapporto all’andamento della media. Quest’ultima, infatti, viene infatti colpita diverse volte dal prezzo senza che in realtà vi sia realmente una vera e propria inversione di tendenza. Un andamento del genere comporta molti falsi segnali i quali producono contemporaneamente molte piccole perdite e molti momenti di mancato guadagno, arrecando così un duplice danno al trader. La soluzione è allora quella di costruire una media mobile che stia vicino ai prezzi quando la volatilità è alta e lontano quando essa è bassa, proprio come accade a quella raffigurata nel grafico successivo.



Per fare in modo che ciò accada occorre costruire un meccanismo che produca sulla media mobile lo stesso effetto di un aumento o di una riduzione dei giorni sulla quale essa viene calcolata. La media mobile esponenziale, come dicevamo, si presta molto bene a questo scopo, poiché è sufficiente variare il parametro a
per ottenere: - un aumento della sua reattività (equivalente ad una diminuzione dei giorni su cui viene calcolata l’equivalente media mobile semplice) se a viene incrementato. - una riduzione della sua reattività in caso contrario, con conseguente allungamento della media mobile semplice equivalente.


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