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Gli indicatori economici dell’area EURO

Di   |  Analisi Tecnica  |  04.03.2009 00:00 GMT  |  Inserisci un Commento
 
Anche la zona euro pubblica una serie di dati statistici di un certo rilievo. Pur non avendo assunto ancora la stessa importanza dei classici market mover statunitensi, sono comunque in crescita nella loro capacità di influenzare i mercati finanziari in genere, e il mercato valutario in particolare. Si consiglia nello specifico di seguire innanzitutto l’uscita dei dati legati al clima di fiducia. Vengono pubblicati periodicamente da Eurostat gli indici di fiducia relativi ai consumatori ( Consumer
confidence indicator ), alle imprese ( Industrial Confidence Indicator ) e un indice sintetico sulla fiducia economica (Economic Sentiment Indicator ). Naturalmente rappresentando l’economia tedesca i due terzi dell’economia europea, sono fondamentali gli indici di fiducia relativi alle imprese tedesche, come l’indice Zew e l’indice Ifo. I movimenti del mercato valutario sono abbastanza pronunciati in corrispondenza della pubblicazione di questi due valori di fiducia. Solo i dati della Germania possono infatti considerarsi tanto importanti da poter influenzare i movimenti di prezzo sull’euro. I dati degli altri paesi dell’Unione monetaria, presi singolarmente, non hanno solitamente alcun impatto significativo sul mercato valutario, e si possono generalmente ignorare. Tornando per un attimo agli indici di fiducia tedeschi, l’Ifo è certamente il più rilevante. Bisogna però considerare che è costituito da due sottoindici,uno relativo al clima corrente e l’altro riguardante le attese future. Potremmo così assistere alla pubblicazione di un Ifo positivo nel commplesso, ma il cui valore è drogato da uno dei due sottoindici. Potremmo cioè avere un Ifo complessivamente positivo grazie a una forte crescita del sottoindice relativo alle condizioni attuali, mentre il sottoindice riguardante le aspettative risulta magari in discesa. Il mercato tende a reagire più prontamente all’Ifo valutato nel suo complesso, a meno che uno dei due sottoindici non stia inviando un “messaggio” particolare. E’ evidente che un movimento a favore dell’euro causato da un buon dato sull’Ifo potrebbe successivamente nel giro di pochi minuti, o secondi, subire un rapido storno per una lettura più ampia del dato,qualora emergesse che al suo interno le aspettative per il futuro non sono cresciute. Ma solitamente il mercato si accontenta del dato nel suo complesso. Di assoluto rilievo è poi l’indice armonizzato dei prezzi al consumo ( Hicp ), che prevede anche la pubblicazione di una stima flash che anticipa il dato definitivo. Bisogna infatti ricordare che la Bce muove i tassi avendo come obbiettivo prioritario la stabilità dei prezzi sul medio termine. Questo obiettivo viene considerato attualmente come un valore dell’indice armonizzato prossimo al 2%. Bisogna poi seguire il valore della produzione industriale, del Gpd e della bilncia dei pagamenti. Anche per questi tre dati è opportuno monitorare con attenzione i rispettivi valori facenti riferimento alla sola economia tedesca. Per tutti questi valori macro europei vale quanto detto per i market mover americani, per cui bisogna considerare che il mercato potrebbe anticipare ( scontare ) l’uscita di un certo valore, muovendosi qualche giorno prima o qualche ora prima nella direzione coerente con le previsioni sul dato. Al momento della pubblicazione del valore effettivo, avendo il mercato già scontato quel dato, potrebbe a quel punto “scaricare”, parzialmente o totalmente, il movimento precedente. Non è quindi possibile essere sicuri di come si comporterà il mercato con l’uscita di un certo dato. Si può solo cercare di valutare il sentiment e comportarsi di conseguenza. L’errore di valutazione sul brevissimo termine ( pochi minuti ) è assai probabile. Se si intende posizionarsi in corrispondenza dell’uscita di un dato bisogna attendersi una notevole volatilità, e assumere quindi un comportamento disciplinato per evitare di farsi trascinare via da un movimento imprevisto.

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