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23.05.2012 06:31 GMT
   
 
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Gli Indicatori

Di   |  Analisi Tecnica  |  18.05.2009 14:03 GMT  |  Inserisci un Commento
 
Questa sezione del sito è imperniata sugli indicatori e tende a spiegare come usarli nelle proprie analisi, affrontando la differenza tra gli indicatori definiti leading e quelli chiamati lagging, illustrandone i benefici e gli inconvenienti. Molti indicatori, se non altro i più popolari, sono costruiti come oscillatori, cercheremo in merito di illustrare come leggerli e spiegarne come se ne interpretano i segnali, mettendone a fuoco le caratteristiche.

Un indicatore espone una serie di dati rappresentati in punti, mediante l'applicazione di una formula ad una serie storica di prezzi considerati, ad esempio di un titolo azionario o un indice, etc. Il dato dei prezzi può contenere una combinazione tra apertura, massimo, minimo o chiusura su un determinato periodo di tempo, difatti alcuni indicatori possono essere costruiti usando solo i prezzi di chiusura, mentre altri incorporano i volumi e l'open interest nelle rispettive formule. Il dato del prezzo è compreso nella formula al fine di produrre un nuovo dato, ad esempio la media di tre prezzi di chiusura costituisce un dato, ma da solo questo non fornisce alcuna indicazione e non crea un nuovo indicatore. Una serie di dati riferiti ad un preciso orizzonte temporale possono avere un valore con riferimento all'analisi, vale a dire creando una nuova serie storica di dati, al fine di creare una comparazione tra un valore attuale ed un livello passato.

Normalmente in analisi tecnica gli indicatori si espongono in forma grafica, al di sopra o al di sotto del grafico dell'attività finanziaria esaminata. Allo stesso modo un indicatore può essere comparato con il corrispondente grafico del prezzo del titolo considerato, disegnandolo sullo stesso prezzo del titolo per meglio comparare i due valori in maniera diretta. Un indicatore offre differenti prospettive nell'analizzare l'azione dei prezzi, alcuni, come le medie mobili, derivano da semplici formule il cui meccanismo è abbastanza facile da comprendere. Altri hanno come base delle formule più complesse e richiedono una certa applicazione sia nel loro studio che nella loro interpretazione. Pur prescindendo dalla complessità della loro costruzione, gli indicatori forniscono una prospettiva unica sulla forza e la direzione dell'attività finanziaria considerata, ad esempio una semplice media mobile è un indicatore che calcola la media dei prezzi di un titolo su di uno specifico arco temporale: se il titolo considerato è fortemente volatile la media mobile ci può aiutare, specie con un la propria caratteristica peculiare, smussando la serie storica. Un adeguato filtro elimina l'andamento random (noise) e presenta una prospettiva mediata del movimento dei prezzi.

L’uso di un indicatore in sostanza, ha tre funzioni precipue, esso può servire come alert, come conferma o come anticipatore. Può essere inteso come alert per studiare l'azione dei prezzi più da vicino, ad esempio se il momentum è in una fase di debolezza, può essere interessante verificare si ci sia un segnale che indica un break di un supporto oppure se siamo di fronte ad una divergenza positiva, come pure può essere utile valutare se siamo di fronte ad un alert che indica un breakout di una resistenza. Peraltro gli indicatori possono essere utilizzati per confermare altri segnali che provengono da differenti strumenti di analisi tecnica, possiamo cioè confrontare, ad esempio, se siamo di fronte ad un breakout di un prezzo su di un grafico, un crossover sulle medie mobili al fine di avere una conferma dello stesso breakout; ancora, se un titolo rompe un livello di supporto, in caso di corrispondenza di un minimo ad esempio sull'OBV (On Balance Volume) potremmo essere di fronte ad una conferma di una fase di debolezza (weakness). Alcuni operatori ed alcuni traders infine, usano gli indicatori per prevedere la direzione futura dei prezzi.

Gli Indicatori come supporto all'operatività.

Questo capoverso sembra una cacofonica, ma spesso i traders ignorano il movimento dei prezzi di un titolo e rivolgono la propria attenzione esclusivamente all'indicatore, mentre abbiamo detto che gli indicatori filtrano l'azione dei prezzi con delle formule, dimenticando che stiamo parlando di dati derivati e non dell'azione diretta del movimento dei prezzi; ciò è da tenere bene in evidenza quando si formulano le analisi in quanto queste, se riferite ad un solo indicatore, possono portare a banali errori di valutazione. Viene da chiedersi cosa suggerisce l'indicatore circa il movimento dei prezzi di un'attività finanziaria, se ad esempio i prezzi stanno prendendo forza, se indicano debolezza; per quanto ovvio quando gli indicatori generano dei segnali di acquisto o di vendita, questi stessi segnali andrebbero considerati in un contesto assistito da altre analisi di carattere tecnico. In pratica un indicatore può mostrare un segnale di acquisto, ma se non vengono ad esempio riscontrati modelli particolari sui grafici che mostrino un rialzo, semmai con una serie di minimi crescenti, probabilmente siamo di fronte ad un falso segnale.

In analisi tecnica, come più volte sottolineato, occorre tener sempre presente che apprendere la lettura di un indicatore o di un grafico è quasi un'arte e non una scienza. Lo stesso indicatore può suggerire due differenti modi di interpretare un modello grafico se applicati a differenti attività finanziarie, vale a dire un indicatore può lavorare bene sulla serie storica del titolo 'Alfa', ma allo stesso tempo dare indicazioni errate sul titolo 'Beta'. Solo attraverso uno studio accurato ed una corretta analisi, si acquisisce quell'esperienza tale che una serie di indicazioni può essere dedotta da più indicatori e quest'esperienza, spinge a chiarire delle sfumature che nel tempo saranno sempre più chiare.

Esistono circa un centinaio di indicatori che oggi vengono utilizzati in Analisi Tecnica, anzi nuovi indicatori vengono sicuramente creati ogni giorno, ciò grazie ai diversi software di analisi che sono in commercio, deputati alla costruzione di formule sempre più articolate e complesse e dato l'alto affidamento che in esso viene posto, sceglierne uno da seguire è un compito arduo. Gli indicatori tecnici sono una via di mezzo tra sensibilità e consistenza, non esiste l'indicatore perfetto che sia cioè sensibile contemporaneamente al movimento dei prezzi, che dia immediatamente un segnale e che non crei falsi segnali: se vogliamo aumentare la sensibilità basta ridurre il numero dei periodi osservati per ottenere segnali immediati, anche se allo stesso tempo avremo un enorme aumento dei falsi segnali. Diminuendo invece la sensibilità dell'indicatore, vale a dire aumentando il numero di giorni considerato nella costruzione dell'indicatore, il numero dei falsi segnali diminuirà, ma i segnali stessi saranno ritardati e ciò incrementerà la percentuale di rischio: una media mobile più lunga, ad esempio, avrà una reazione più lenta e genererà meno segnali di compravendita, di contro la riduzione dei periodi osservati, creerà una media mobile più veloce, ma allo stesso tempo più volatile che porterà all'aumento dei falsi segnali. Questo concetto è valido anche per altri indicatori di momentum, ad esempio l'Rsi a 14 giorni genera meno segnali rispetto a quello costruito a 7 giorni, ma allo stesso tempo quello a 7 giorni pur essendo più sensibile, avrà maggiori letture di condizioni di ipercomprato e ipervenduto. Resta a carico di ogni operatore la scelta del miglior frame (periodo) su cui costruire lo strumento di analisi, anche in funzione del proprio stile soggettivo di fare trading.

In realtà solo una sparuta selezione di indicatori offre una serie di differenti visioni dei valori considerati e quindi in pochi vanno presi in seria considerazione. In pratica gli indicatori che meritano una certa attenzione sono quelli che sono stati creati da più tempo e che hanno quindi superato vari test di affidabilità con il trascorrere del tempo; nello scegliere un indicatore da usare nelle nostre analisi occorre solo un po' di accortenza ed una certa moderazione. Riteniamo di poter suggerire di provare in fase di testing, l'utilizzo di una combinazione massima di cinque strumenti scelti tra i più noti per evitare un lavoro inutile e quindi focalizzarsi poi su due massimo tre, per apprenderne le caratteristiche principali. Ancora meglio se la scelta cade su degli indicatori che sono tra essi complementari, che non diamo gli stessi segnali nello stesso momento. Sarebbe inutile utilizzare due indicatori che si basino sui livelli di ipercomprato e ipervenduto, come ad esempio lo Stocastico e l'RSI, entrambi misurano il momentum ed entrambi considerano livelli di eccesso di overbought e oversold.

Gli Indicatori Leading e gli Indicatori Lagging.

Come indica il nome che caratterizza il tipo di indicatore, i leading (principali) sono costruiti per 'condurre' i movimenti di prezzo o ancora meglio anticiparli. Molti di questi rappresentano una forma del prezzo del momentum su di una lunghezza temporale fissa, pari al numero di periodi (giorni) usato per calcolare l'indicatore; ad esempio lo Stocastico a 20 giorni usa il movimento dei prezzi delle ultime 20 sedute di Borsa nel proprio calcolo, conseguentemente i valori precedenti a tale intervallo temporale vengono completamente ignorati. Gli indicatori maggiormente noti della categoria leading sono il Commodity Channel Index (Cci), il Momentum, il Relative Strength Index (Rsi), lo Stocastico ed il Williams %R.

La maggior parte degli indicatori leading viene rappresentata sotto forma di oscillatore di momentum e generalmente quando si parla di momentum si intende il tasso di cambiamento del prezzo di un titolo (rate-of-change). Se il prezzo del titolo sale, il valore del momentum cresce, conseguentemente più velocemente il titolo sale (maggiore è l'incremento del cambiamento del prezzo periodo su periodo), maggiore sarà l'incremento nel momentum. Allorquando il valore comincia a rallentare la sua corsa, il momentum mostra altrettanto, quindi come un titolo comincia a muoversi in fase laterale, il momentum assume automaticamente valori che portano alla sua discesa dai precedenti livelli di massimo; ciò non implica in maniera automatica una corrispondenza della discesa del momentum, in una fase laterale, con un segnale bearish, ma indica semplicemente che il momentum sta tornando verso valori medi. Gli indicatori di Momentum contemplano varie formule che misurano il cambiamento dei prezzi, ad esempio l'RSI (un indicatore di momentum) compara la media del cambiamento dei prezzi al rialzo di un dato periodo con il cambiamento medio dei prezzi al ribasso.

Ci sono chiari i vantaggi nell'uso dei leading indicators, prima di tutto la segnalazione di entrata ed uscita dal mercato, difatti gli indicatori leading generano molti segnali offrendo diverse opportunità di compravendita, ma proprio perché generano molti segnali, i leading sono usati per mercati trading o mercati che ne presentano spiccate caratteristiche e normalmente i segnali sono a favore del trend principale. Inoltre tali segnali possono essere considerati dei preavvisi di maggior o minor forza potenziale del mercato. Quindi in mercati rialzisti l'uso migliore per ottenere buoni risultati sta nell'identificare condizioni di oversold per comperare, mentre in un mercato trending down gli indicatori leading possono aiutare ad identificare situazioni di overbought, che indicano cioè opportunità di vendita. Con i primi segnali vengono indicate opportunità con maggiori ritorni in punto utili, anche se con maggiori guadagni aumentano collateralmente i rischi in relazione alla posizione assunta sul mercato. Molti segnali, ed in genere il primo di questi, indicano che vi sono possibilità di falsi segnali, aumenta cioè la possibilità di whipsaws, che determina l'incremento delle potenzialità di perdite ed i whipsaws possono generare forti commissioni di intermediazione che erodono i profitti e mettono a dura prova la capacità di resistenza al trading.

Come sottintende il loro nome, i lagging indicators seguono l'azione dei prezzi e sono comunemente noti come indicatori trend-following. Quasi mai, questi indicatori anticipano il prezzo di un titolo. Gli indicatori trend-following lavorano meglio su mercati o titoli che hanno un forte trend direzionale e sono sviluppati per prendere una posizione e tenerla sino a quando il trend dura, quindi non sono adatti per fare trading e nei mercati sideways; se usati in trading markets, gli indicatori trend-following creeranno con molta probabilità molti falsi segnali e whipsaws. Gli indicatori trend-following più popolari sono le Medie Mobili (sia esse semplici, esponenziali, variabili che pesate) ed il MACD.

Uno dei maggiori vantaggi degli indicatori trend-following è l'abilità di far entrare in un movimento importante l'operatore e di farlo rimanere al suo interno per periodi anche molto lunghi; in pratica un mercato o un titolo presi sotto esame, possono sviluppare un movimento sostenuto ed in questo caso, questo tipo di indicatori può risultare enormemente profittevole e facilmente utilizzabile, dato che più lungo è il trend e meno segnali di negoziazione vengono generati. Conseguentemente i benefici di tali indicatori si perdono solo nelle fasi di mercato in cui un titolo si muove in un trading range, dato che passa del tempo ad esempio dall'inizio del movimento contro il segnale in atto ed un crossover di una media mobile, nel momento in cui si genera un segnale si ha la quasi certezza che è stata già persa una significativa porzione del movimento.

Gli Oscillatori.


Un oscillatore è un indicatore che fluttua al di sopra e al di sotto di una linea mediana (centerline) ovvero tra due livelli ed il proprio valore varia nel tempo. Gli oscillatori posso rimanere verso i livelli estremi (overbought o oversold) anche per lunghi periodi, ma non possono avere un trend per un lungo intervallo. Al contrario una attività finanziaria oppure un indicatore di tipo cumulativo come l'OBV possono avere un trend definito che continuamente muta il proprio valore tra incrementi e decrementi anche per lunghi periodi di tempo. In pratica ci sono molti tipi differenti di oscillatori ed alcuni appartengono contemporaneamente a diverse categorie, ma la suddivisione tra i vari tipi di oscillatori si basa su due tipi fondamentali: oscillatori Centered che fluttuano sopra e sotto un punto centrale o una linea centrale ed oscillatori Banded che fluttuano in zone di ipercomprato o ipervenduto. Generalmente gli oscillatori centered hanno dato migliori risultati nell'analisi della direzione dei momentum nei prezzi, mentre i banded hanno dato migliori risultati nell'identificazione dei livelli di overbought e oversold.

I Centered, abbiamo detto, fluttuano sopra e sotto una linea o un punto centrale, questi oscillatori sono validi per identificare la forza o la debolezza, la direzione, il momentum che sta dietro l'oscillazione di un titolo. Nella sua forma pura il Momentum è positivo (bullish) quando un oscillatore centered sta superando al rialzo la sua center line, mentre è negativo (bearish) quando l'oscillatore sta bucando al ribasso la propria center line.

Il Macd, ad esempio, è un buon centered oscillator, esso oscilla sopra e sotto la linea mediana dello zero. Restando sul Macd, sappiamo che questo rappresenta la differenza tra la media mobile esponenziale a 12 giorni e la 26 giorni di un titolo, più la prima media si allontana dall'altra, maggiore è la lettura dell'indicatore in termini di grandezze, in un range che non ha nessuna limitazione, ma normalmente le differenze tra le due medie mobili non durano per molto tempo. Quindi il Macd ha come peculiarità la capacità di porre in evidenza gli elementi lagging meglio degli elementi leading, in quanto le medie mobili costituiscono dei lagging indicators e sono classificate come trend-following o elementi lagging. Esaminando le medie mobili il Macd incorpora aspetti del momentum o elementi leading, dato che la differenza tra medie mobili rappresenta il tasso di cambiamento (ROC); misurando il tasso di cambiamento, il Macd diventa un leading indicator, ma con un certo ritardo ed integrando le medie ed il ROC, il Macd rappresenta un oscillatore unico che mostra sia le caratteristiche lagging che le leading.

Il Rate-of-change (ROC) è un oscillatore centered che fluttua attorno alla linea dello zero. Come indica il nome, il Roc misura la percentuale di cambiamento del prezzo in un dato periodo di tempo, ad esempio un Roc a 20 giorni mostra la percentuale di cambiamento del prezzo delle ultime 20 sedute, la differenza più alta tra il prezzo corrente ed il prezzo di 20 giorni fa è il maggior valore dell'oscillatore Roc. Nello specifico quando l'indicatore è sopra lo zero, la percentuale di cambiamento del prezzo è positiva (bullish), mentre quando l'indicatore è sotto lo zero, la percentuale di cambiamento del prezzo è negativa (bearish). Come per il Macd, il ROC non è rappresentato con un limite di oscillazione superiore o inferiore, quindi rappresenta il tipico oscillatore centered e può quindi creare difficoltà nel misurare una condizione overbought oppure oversold. Il grafico del ROC rappresenta i propri estremi con una lettura sopra +20% e sotto -20% specie su periodi di tempo abbastanza lunghi, specie se tali valori sono stati riscontrati graficamente in passate letture, pur valutando che +20% e -20% come livelli validi possono essere utili per determinati titoli e non per altri.

Le divergenze, ipercomparto e ipervenduto, crossover.

Gli oscillatori Banded quindi offrono una buona soluzione per individuare livelli estremi nei prezzi, fluttuano sopra e sotto due bande definite che segnano livelli di prezzi estremi. La banda inferiore indica il livello di ipervenduto mentre la superiore quello di ipercomprato, tale tipo di rappresentazione è basato sull'oscillatore e cambia poco tra titolo e titolo aiutando l'operatore ad identificare facilmente le condizioni overbought e oversold. L'RSI (Relative Strength Index) e l'oscillatore Stocastico sono due esempi di banded oscillators. Per l'RSI, le bande di overbought e oversold sono poste normalmente ai valori 70 e 30, una lettura maggiore di 70 va considerata ipercomprato, come una lettura sotto 30 va considerata ipervenduto, mentre per lo Stocastico i livelli sono oltre 80 per l'ipercomprato e per l'ipervenduto la lettura è sotto un valore pari a 20. Ad ogni modo se questi sono i livelli raccomandati, per determinate attività finanziarie è possibile che questi ranges abbisognano di una ridefinizione specifica, mirando a degli aggiustamenti dei livelli che in genere mettono in evidenza le preferenze dei traders e la volatilità di un titolo. Alcuni, ma non tutti gli oscillatori banded, fluttuano all'interno di limiti superiori ed inferiori, L'RSI si muove ad esempio in un range tra 0 e 100 e non potrà mai andare oltre 100 o al disotto dello zero; lo Stocastico è un altro oscillatore con un set range compreso tra 100 a 0; mentre anche il Cci (Commodity Channel Index) è un oscillatore banded, esso non è compreso in una banda fissa di oscillazione.

Gli oscillatori centered sono maggiormente usati per identificare la forza o la direzione del momentum del sottostante che sovrintende un movimento, in pratica la lettura sopra la linea centrale dell'indicatore indica un momentum bullish, viceversa una lettura sotto il center point o la center line indica un momentum bearish, di contro quindi la maggior differenza tra gli oscillatori centered e quelli banded sta nella miglior lettura ed identificazione di livelli estremi, con entrambi è possibile identificare detti livelli, ma i centered non sono l'ideale per questo tipo di analisi, mentre i banded sono maggiormente indicati per identificare le citate condizioni di ipercomprato e ipervenduto.

Gli oscillatori generano segnali buy e sell in vari modi, alcuni dei quali sono anticipati mentre altri si manifestano dopo che il trend è già iniziato; oltre ai segnali gli oscillatori possono indicare che c'è qualcosa di anomalo nel trend in atto o che il trend corrente è prossimo ad un cambiamento. Anche se gli oscillatori possono generare propri segnali, è importante usarli congiuntamente con altre indicazioni provenienti dall'insieme dei dettami dell'analisi tecnica, difatti molti oscillatori sono indicatori di momentum e riflettono solamente una caratteristica dell'azione dei prezzi di un titolo: i volumi, i patterns grafici, i livelli di supporto e resistenza devono essere presi in considerazione per operare in maniera corretta.

La Divergenza è un concetto chiave che attiene ai segnali degli oscillatori e ancora meglio per gli indicatori; le divergenze non sono altro che un warning sul trend ed un suo probabile cambiamento ovvero un primo set up per un segnale sia esso buy che sell. Difatti ci sono due tipi di divergenze: positive e negative, queste si interpretano positive quando l'indicatore risale contro una discesa dell'attività sottostante esaminata, al contrario la divergenza sarà negativa quando l'indicatore è in fase discendente ed il sottostante volge al rialzo.

Abbiamo detto che gli oscillatori Banded sono disegnati per identificare fasi overbought e oversold, sin quando questi oscillatori fluttuano tra gli estremi, sarà difficile utilizzarli in un trending markets, i banded sono meglio utilizzati nei trading ranges oppure con titoli che non hanno caratteristiche trending. In un trend molto forte, gli operatori possono notare molti segnali che non sono realmente validi, se un titolo è in un uptrend molto forte, comprare in un a fase oversold è molto meglio che vendere in una condizione overbought, quindi in un trend forte, i segnali degli oscillatori contro la direzione del mercato sottostante sono ovviamente meno robusti rispetto ai segnali a favore del trend. "The trend is your friend and can be dangerous to fight it", questo adagio di borsa è particolarmente interessante alla luce del fatto che anche se è noto che i titoli sviluppano dei trends, essi fluttuano all'interno di questi: se un'azione è nettamente rialzista, comprarla quando l'oscillatore mostra una condizione oversold (e nei pressi di un livello supporto) è preferibile anziché effettuare operazioni di vendita in fase di ipercomprato. Allo stesso modo nel corso di una downtrend molto accentuato, vendere quando gli oscillatori mostrano overbought significa negoziare meglio. Se un livello di resistenza ai minimi lo si incontra in una fase UP (DOWN), meglio negoziare solo sui segnali Bullish (Bearish), in pratica a favore del trend: tentativi di negoziazione contro il trend corrente aumentano solo i rischi. Quindi quando un trend è particolarmente forte, gli oscillatori banded possono rimanere vicino a livelli overbought o oversold anche per diverso tempo, tra l'altro una fase di ipercomprato non indica che è giunto il momento di vendere, come una fase di ipervenduto non impone che sia giunto il momento di comperare. In un forte uptrend un oscillatore può mostrare una condizione overbought e rimanervi anche mentre il sottostante continua a salire, può cioè formarsi una divergenza negativa, ma un segnale bearish dopo un uptrend dovrebbe essere considerato sospetto. Stesso discorso vale per un forte downtrend, laddove l'oscillatore può mostrare una condizione oversold e rimanervi a lungo mentre l'attività sottostante continua a scendere, quindi si può formare una divergenza positiva, ma il segnale bullish dopo il downtrend deve lasciare perplessi. Ciò non significa che i segnali contro il trend non siano da prendere in alcuna considerazione, ma vanno valutati a seconda del contesto e considerati assieme ad altri segnali provenienti sempre dall'analisi tecnica: il primo passo consiste nell'usare gli oscillatori banded per identificare i livelli superiori ed inferiori che indichino con precisione gli estremi del mercato.

Dicevamo che per l'RSI, qualcosa sotto il valore 30 e sopra 70 sono livelli indicativi, come per lo Stocastico, appena sotto 20 e giusto sopra 80; ciò nella consapevolezza che questi livelli indicano una situazione di ipervenduto e con valori per l'RSI sopra 70 e per lo Stocastico sopra 80 rappresentano una fase di ipercomprato: l'identificazioni di tali livelli serve ad allertare e monitorare gli altri strumenti di analisi (modelli di prezzo, trend, supporti, resistenze, analisi candlesticks, volumi o altri indicatori) con maggiore attenzione. Il semplice metodo che genera segnali oltre i livelli accennati, deve indicare in primo luogo che siamo in zona di attenzione, appunto perché sono stati superati dei livelli importanti in base al movimento dei prezzi. Se un'azione è in overbought ed il valore dell'indicatore scende sotto la upper band, siamo di fronte ad un segnale sell, come pure se lo stesso titolo è in oversold e l'indicatore si muove sopra la lower band, si ha un segnale buy, ma è meglio tener ben presente che questo è un metodo di generare segnali di compravendita troppo semplicistico, che deve essere combinato semmai con le divergenze e con i crossovers delle medie mobili, per dare origine ad un robusto segnale di negoziazione. Quando un titolo viene da una fase di ipervenduto, i traders in genere guardano se si è di fronte ad una divergenza positiva e rispetto all'RSI se si è avuto un cross oltre i 30 punti. Con lo Stocastico in overbought, si guarda ad una eventuale divergenza negativa in combinazione con un crossover sulle medie mobili ed quindi la rottura sotto il livello degli 80 per generare un segnale. Lo Stocastico è normalmente disegnato con una media mobile a 3 giorni che fa da trigger line, quando l'oscillatore buca la trigger line dal basso si ha un cross bullish, e viceversa quando esso buca al ribasso si avrà un segnale bearish. Quando un titolo è in fase trending up oppure ha un bias bullish, i traders ricercano le condizioni oversold al fine di sfruttare opportunità di acquisto, difatti si può affermare che in genere gli upside delle azioni si manifestano dopo che lo Stocastico ha superato il livello degli 80 punti; inoltre i traders più aggressivi sfruttano le posizioni long ogni volta che l'RSI scende sotto i 30 e ritorna sopra questo livello di oversold.

Approfondimento sui Crossover.


Un diverso tipo di segnale di compravendita può essere mostrato dai centerline crossover, come è facilmente intuibile siamo di fronte a perforazioni, da parte di oscillatori centered, dal di sopra o dal di sotto della linea centrale di un oscillatore. I traders sono abituati ad usare i crossover delle centerline attraverso l'uso dell'RSI, specie poi se in abbinamento con una divergenza o un segnale di ipercomprato o ipervenduto. Comunque, la maggior parte abbina un paio di oscillatori, come il citato RSI e lo Stocastico, basandosi principalmente sulle divergenze e sui livelli di overbought e oversold. Per i nostri scopi, l'analisi dei cross delle centerline suggerisce che sia utile aiutarsi con oscillatori quali il Chaikin Money Flow, Macd ed il Roc.

Un crossover della centerline può essere interpretato come un segnale di acquisto o di vendita, laddove il segnale di acquisto viene generato da un cross dal basso verso l'alto della centerline mentre il segnale di vendita è con un cross della centerline verso il basso. Per il MACD o il ROC, un cross sopra o sotto lo zero genera un segnale, indicando inoltre che in quell'istante sta cambiando il momentum da positivo a negativo o viceversa. Difatti quando un oscillatore di momento supera dal basso la sua centerline, il momento gira a positivo e potrebbe essere considerato rialzista, mentre quando un oscillatore di momento scende sotto la sua centerline, il momento gira a negativo e si considera iniziata una fase bearish. Taluni operatori non ritengono che un cross della centerline sia da considerare un valido segnale di negoziazione in quanto in genere giunge in ritardo, determinando una perdita di parte del movimento nel suo complesso; quindi un cross del centerline può determinare un segnale di sola conferma che a sua volta convalida un segnale precedente o semplicemente indica un rafforzamento del trend in atto. Se si è assistito ad esempio ad una divergenza positiva ed il cross è al rialzo, il cross oltre la centerline, conferma il segnale di acquisto precedente, mentre il fallimento dell'oscillatore che si muove oltre la centerline, potrebbe essere visto come una non-conferma che comporta un allarme in merito ad un possibile movimento anomalo del trend. I traders si preoccupano in genere di verificare il trend, pur perdendo parte del movimento, in attesa di una conferma definitiva; ciò tende a considerare il segnale fin quando questo si mostra più affidabile e aiuta ad evitare whipsaws e segnali falsi. È vero che attendere un terzo segnale di conferma diminuisce in modo determinante i profitti, ma aiuta certamente a ridurre i rischi in maniera efficace.

Il Chaikin Money Flow è un esempio di oscillatore centered circa il quale viene attribuita molta importanza sui cross sopra e sotto la centerline. Le divergenze, i livelli di overbought e oversold sono del tutto secondari rispetto al livello assoluto dell'indicatore. La direzione del movimento dell'oscillatore è importante, ma necessita di essere valutata nel contesto generale. Più l'oscillatore permane sopra lo zero, maggiore evidenza si pone nella fase di accumulazione, mentre più a lungo l'oscillatore rimane sotto lo zero, maggiormente si considera la fase come una zona di distribuzione. Quindi si considera il Chaikin Money Flow toro, quando l'oscillatore si muove sopra lo zero e bearish quando si muove al di sotto dello zero.

L’analisi di modelli su di un grafico può essere applicata anche agli oscillatori, se pure vi è da considerare che questo è un metodo meno facile da interpretabile rispetto alla lettura del grafico di un titolo, ma ciò può aiutare a identificare la forza che sovrintende il movimento di un oscillatore. La ricerca dei massimi maggiori o dei minimi inferiori può aiutare ad avere delle conferme di precedenti analisi, come pure un breakout di una trendline può segnalare che un cambio nella direzione del momentum è imminente; è però pericoloso negoziare su un segnale dell'oscillatore contro il trend principale del mercato: in un mercato toro, è meglio cercare delle opportunità dettate da segnali di oversold, divergenze positive, crossover di medie mobili e di centerline; come in un mercato orso, è meglio cercare di vendere scegliendo quelle opportunità offerte da fasi di overbought, divergenze negative, cross di centerline bearish e cambi di polarità ribassisti sulle medie mobili. Concludiamo quindi ribadendo che gli oscillatori sono davvero efficienti se utilizzati in combinazione con l'analisi dei modelli grafici, con l'identificazione di supporti e resistenze, nell'ambito di trend ben definiti, comunque in simbiosi con gli altri strumenti di analisi tecnica, occorre avere la consapevolezza che stiamo lavorando su un mercato che il più delle volte è imprevedibile, quindi i segnali vanno interpretati a seconda del contesto che questo presenta. È importante identificare il trend in atto o contestualmente verificare se il titolo considerato si attiene alla tendenza di fondo. La lettura dell'oscillatore ed i suoi segnali possono avere significato diverso a seconda della circostanza, usando le varie tecniche di analisi abbinate con la lettura degli oscillatori, le opportunità di profitto possono essere notevolmente migliorate ed è buona norma ricercare segnali multipli per aumentare l'affidabilità degli oscillatori. Il criterio per la determinazione di un segnale di acquisto o di vendita deve cioè dipendere da una serie di conferme.

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