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Le misure di aumento delle entrate
Le misure di aumento delle entrate Il decreto determina maggiori entrate per 25,5 miliardi nel 2012, 24,6 nel 2013 e 24,1 nel 2014. L’incremento riguarda principalmente la tassazione immobiliare e le accise. Altre misure rafforzano la tassazione del patrimonio non immobiliare. Ulteriori provvedimenti sono volti al rafforzamento del contrasto dell’evasione fiscale. Tassazione immobiliare. – La manovra anticipa dal 2014 al 2012 l’entrata in vigore dell’imposta municipale propria (IMP), istituita dal decreto legislativo sul federalismo municipale, e ne modifica significativamente la base imponibile. Quest’ultima include ora le abitazioni principali ed è calcolata applicando alla rendita catastale rivalutata coefficienti moltiplicativi maggiorati rispetto a quelli in vigore in precedenza per l’imposta comunale sugli immobili (ICI), soprattutto per gli edifici a destinazione residenziale. Come già previsto nel decreto delegato di marzo sull’attuazione del “federalismo municipale”, il nuovo tributo assorbe l’attuale ICI e l’Irpef (e relative addizionali) sui redditi fondiari per gli immobili non locati (seconde case). L’aliquota base dell’IMP è confermata allo 0,76 per cento, con l’eccezione delle abitazioni principali e dei fabbricati rurali a uso strumentale a cui si applicano aliquote ridotte pari allo 0,4 e allo 0,2 per cento rispettivamente; nel caso dell’abitazione principale, si applica una detrazione di 200 euro. I Comuni possono incrementare o ridurre di 0,3 punti percentuali l’aliquota base e di 0,2 quella relativa all’abitazione principale; possono inoltre elevare l’importo della detrazione fino a concorrenza dell’imposta dovuta, ma in tal caso non possono accrescere l’aliquota ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione. È prevista la riserva in favore dello Stato di una quota pari alla metà del gettito ottenuto dagli immobili diversi dall’abitazione principale e dai fabbricati rurali a uso strumentale determinato applicando l’aliquota base; tale quota è ufficialmente stimata in 9 miliardi. Il maggiore gettito derivante ai Comuni dall’introduzione dell’IMP (2 miliardi secondo le valutazioni ufficiali) è compensato da una riduzione delle risorse erariali assegnate agli enti. In prospettiva, il processo di revisione delle tariffe d’estimo va accelerato. Secondo le più recenti stime dell’Agenzia del territorio, il valore di mercato del patrimonio abitativo 13 è nel complesso molto superiore a quello dell’imponibile fiscale; lo scostamento è tanto più ampio quanto più elevata è la ricchezza immobiliare dei proprietari e, inoltre, risulta molto differenziato per ubicazione urbana e vetustà dell’immobile. L’aggiornamento delle tariffe d’estimo, a parità di gettito, consentirebbe di riequilibrare questi aspetti distributivi. Addizionale regionale all’Irpef. – Il decreto legge ha aumentato dallo 0,9 all’1,23 per cento l’aliquota base dell’addizionale regionale all’Irpef a decorrere dall’anno d’imposta 2011. Secondo le valutazioni ufficiali, tale incremento produce un gettito valutato in circa 2,2 miliardi dal 2012 che è compensato, nei bilanci regionali, dalla riduzione delle risorse erariali attribuite per il finanziamento della sanità. Accise. – Il decreto stabilisce con effetto immediato un inasprimento delle accise sulla benzina, sul gasolio, sul GPL e sul metano utilizzati come carburanti, con effetti accrescitivi del gettito stimati pari a 5,9 miliardi all’anno, includendo anche gli effetti indotti sull’IVA; il gettito delle accise anzidette supererebbe i 30 miliardi. L’impatto di tali inasprimenti sulla variazione dei prezzi al consumo nel 2012 sarebbe dell’ordine di 2 decimi di punto. Tassazione del patrimonio non immobiliare. – Il decreto legge razionalizza l’intervento definito con la prima manovra della scorsa estate in materia di imposta di bollo sui conti di deposito titoli, prevedendo l’estensione dell’imposta anche ai prodotti finanziari non soggetti a deposito dei titoli con l’eccezione dei fondi pensione e dei fondi sanitari. In luogo dell’imposta in somma fissa stabilita per classi di valore dei titoli, viene previsto un prelievo proporzionale con aliquota pari allo 0,1 per cento nel 2012 e allo 0,15 per cento dall’anno seguente. Sono previsti un ammontare minimo e un ammontare massimo per l’imposta dovuta (rispettivamente 34,20 e 1.200 euro). È infine stabilito che i titoli vengano considerati – quando possibile – al valore di mercato anziché a quello nominale. Nelle valutazioni ufficiali il maggiore gettito rispetto a quello dell’imposta di bollo definita nel corso dell’estate è indicato pari a circa un miliardo l’anno nel prossimo biennio e a 0,5 miliardi l’anno successivamente. Il decreto prevede inoltre l’applicazione di un’imposta una tantum dell’1,5 per cento sulle attività rimpatriate o regolarizzate a seguito dei provvedimenti di favore fiscale introdotti nel 2001 e nel 2009, con un gettito stimato in 1,1 miliardi nel 2012 e nel 2013. 14 Una serie di interventi dispone una maggiore imposizione sul possesso e sull’utilizzo di beni di lusso, quali automobili di elevata cilindrata, imbarcazioni e aerei. Il complesso degli interventi determina un maggior gettito pari a 0,4 miliardi. Contrasto all’evasione. – Il decreto interviene in materia di evasione fiscale stabilendo la riduzione da 2.500 a 1.000 euro della soglia per l’utilizzo del contante. Un’ulteriore riduzione della soglia sarebbe auspicabile; andrebbe accompagnata da una riduzione dei costi connessi con l’uso della moneta elettronica. Per favorire l’emersione di base imponibile sono inoltre previsti alcuni benefici, dal 2013, per le persone fisiche, le società di persone e i contribuenti soggetti agli studi di settore che adottino comportamenti fiscali trasparenti. Viene previsto un rafforzamento delle attività di controllo da parte dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza, basate su specifiche analisi del rischio di evasione. A tal fine viene introdotto, dal 2012, l’obbligo per le banche e gli altri intermediari finanziari di trasmettere all’Amministrazione finanziaria le informazioni riguardanti i movimenti finanziari dei rapporti che intrattengono con la clientela ai fini di controlli fiscali. La misura determina un significativo ampliamento della banca dati a disposizione dell’Amministrazione finanziaria che potrà agevolare l’esercizio di altri poteri quali l’accertamento sintetico del reddito (redditometro) e i controlli sui soggetti non in linea con gli studi di settore. È previsto, inoltre, l’obbligo in capo all’INPS di comunicare all’Amministrazione finanziaria le prestazioni socio-assistenziali di cui beneficiano i contribuenti, rendendo più agevoli i controlli sulla correttezza del reddito dichiarato. Al fine di favorire la modernizzazione e l’efficienza degli strumenti di pagamento e di ridurre i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del contante, è previsto che i pagamenti della pubblica amministrazione di importo superiore a 500 euro vengano disposti mediante strumenti telematici ed effettuati con modalità diverse dal contante |

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